Vero, non sono mai stato a Graceland, anche se potrei andarci un giorno non troppo lontano. Francamente, e a qualche fan di Elvis potrà sembrare strano, o inconcepibile, ritengo tale esperienza marginale ai fini della mia passione. Voglio dire, certo che sarebbe bello, anche memorabile, ma credo di aver già abbondantemente omaggiato il Re in quarantadue anni di amore incondizionato nei suoi confronti. Quindi, possiamo dire che assimilo questo viaggio in direzione della sua leggendaria dimora più a uno sfizio personale che a una tappa obbligatoria per un appassionato degno di essere chiamato tale, e in quanto sfizio è probabile che prima o poi me lo toglierò.
A dire il vero, i miei contatti con degli oggetti appartenuti a Elvis sono pochi. Uno di quelli che ricordo con piacere risale al 1991 ed è legato alla tappa romana dell' Elvis Presley Museum. La mostra itinerante era già passata dalle mie parti un paio di anni prima, ma in quell'occasione ero riuscito a vedere ben poco, essendomi recato a Palazzo Brancaccio l'ultimo giorno disponibile, poche ore prima della chiusura. Nel '91 mi organizzai decisamente meglio e l'Alpheus, il locale che ospitava il museo (molto più ricco rispetto a quello del 1989), era poco distante da casa mia. Inutile dire che ripenso a quei momenti con grande nostalgia.
In realtà mi recai all'Alpheus quattro volte, ma un biglietto andò perso sull'autobus che mi riportava a casa. Ci rimasi malissimo. Già che ci sono, inserisco nel post anche il biglietto relativo al 1989. Ricordo che in quell'occasione fui anche intervistato da un giornalista di un'emittente privata.
Foto: Roberto Paglia



Nessun commento:
Posta un commento