Comunque, la My Way proveniente da Saginaw avrebbe notevolmente irrobustito il disco, facendo il paio conUnchained Melody, l'altro grande highlight in esso contenuto. Se poi l'intenzione dei discografici dell'epoca fu quella di ricorrere a un brano ritmato per bilanciare il contenuto di Moody Blue non posso saperlo, ma giova ricordare che a differenza di From Elvis Presley Boulevard, Memphis, Tennessee (1976) questo album è discretamente fornito di canzoni vivaci o comunque dal ritmo sostenuto: If You Love Me (Let me Know), Little Darlin', Way Down e la stessa title-track lo dimostrano ampiamente.
Lasciando da parte My Way, all'epoca erano disponibili molti brani degli anni '70 pubblicati a 45 giri e non ancora inseriti in un LP facente parte della discografia ufficiale USA. Vediamo quali.
- Rags to Riches
- Where Did They Go, Lord
- I'm Leavin'
- It's Only Love
- The Sound of Your Cry
- An American Trilogy (Las Vegas 1972)
- The First Time Ever I Saw Your Face
Niente male, non è vero? Trascurando An American Trilogy, pezzo già presente in non meno di tre dischi dal vivo emessi tra il 1972 e il 1974 (chiaramente parliamo di versioni differenti) almeno una delle canzoni appena elencate non avrebbe sfigurato in Moody Blue. Continuando su questa strada, perché non includere la versione in studio di For The Good Times, incisa nel marzo del 1972 e rimasta inedita fino al 1995? Oppure, perché non rispolverare la magnifica Steamroller Blues ingiustamente tagliata dal già citato Elvis Recorded Live on Stage in Memphis per mancanza di spazio? Insomma, con tutto il rispetto per Let me be There, si sarebbe potuto fare di meglio.
Cambiando argomento, per quello che si sarebbe rivelato il suo ultimo album (Elvis in Concert sarebbe uscito postumo) Elvis chiuse un cerchio, tornando più o meno da dove era partito tanti anni prima. Nulla di intenzionale, non fu certo lui a darsi da fare per assemblare Moody Blue, ma è interessante notare che delle dieci canzoni che compongono il disco l'esatta metà proviene da molto lontano. Vediamo nel dettaglio chi cantò questi brani per primo e quando, senza contare le successive e in alcuni casi più celebri cover.
- Pledging My Love [Johnny Ace, 1954]
- Unchained Melody [Todd Duncan, 1955]
- Little Darlin' [Gladiolas, 1956]
- He'll Have To Go [Jim Reeves, 1959]
- She Thinks I Still Care [George Jones, 1962]
Che dire, dal punto di vista musicale quasi un ritorno a casa poco prima dell'addio. Questa spiccata caratteristica, probabilmente involontaria, rende Moody Blue ancora più speciale.
Foto: Roberto Paglia

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