In Too Much, il re del rock 'n' roll sembra arrendersi con fare divertito a una "lei" piuttosto irrequieta, che a quanto pare si vede costretto a condividere con qualcun altro (I have to share you, honey, too much). Quanto all'aspetto strettamente musicale, abbiamo la possibilità di ascoltare un assolo di chitarra che definire insolito è poco. Ad un certo punto, spaziando liberamente, il leggendario Scotty Moore sembra quasi perdersi per strada, salvo poi rimettersi in carreggiata ricorrendo a mestiere ed esperienza. All' Ed Sullivan Show, il 6 gennaio del 1957, il chitarrista fece a meno di quanto aveva prodotto in studio, tagliando corto ed evitando inutili fronzoli.
Il lato b del singolo è occupato da Playing For Keeps, ballad obbligatoria non priva di fascino. Stavolta Elvis si rivolge a una ragazza meno effervescente e manco a dirlo saltano fuori i discorsi seri! Quasi una serenata, dunque, sorretta dal piano e dal basso ed enfatizzata dai Jordanaires. Brano poco appariscente da rivalutare.
Prima di chiudere, ricordo che Elvis incise i due brani ai Radio Recorders di Hollywood nei primi due giorni di settembre del 1956, durante le sessions che avrebbero generato il suo secondo album.
Too Much / Playing For Keeps
RCA Victor 47-6800
USA - Gennaio 1957
Testo e immagini: Roberto Paglia




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